FIAB TRENTO
Bicicletta: mezzo di locoEmozione…

…ovvero “la bicicletta è una macchina che trasforma il lavoro muscolare in paesaggi”, come usa siglare un socio creativo di FIAB-Ruotalibera Roma. Il cicloturismo infatti è un viaggio in presa diretta, dove non stai alla finestra – al finestrino di un’auto – ma sei al centro della scena, in e con tutti i sensi.

Ma non solo di cicloturismo si occupa la FIAB, anzi potremmo dire che esso rappresenta la parte “circenses” della nostra attività; il “panem”, ovvero la nostra ragione sociale, è l’impegno per una mobilità – innanzitutto urbana – rispettosa della persona e dell’ambiente.

La nostra Associazione festeggerà nel 2017 trentacinque anni di attività, infatti è nata il 21 marzo 1982 organizzando la prima “Biciclettata di primavera” per reclamare aria pulita e percorsi ciclabili in città. L’idea di questa iniziativa era scaturita in un gruppo di lavoro sulla mobilità urbana che si riuniva a Bologna nei primi anni 80 all’interno del cosiddetto “Arcipelago Verde”, gruppi ecologisti impegnati su vari temi come il no all’energia nucleare, sui rifiuti, sulla mobilità. Dopo l’ubriacatura della motorizzazione di massa degli anni 60-70 cominciava a farsi strada il concetto di “società a bassa velocità” con la bicicletta come simbolo di una diversa concezione del modo di vivere la città ed il tempo libero.

Concetti tuttora validi per noi: bicicletta come vettore di qualità ambientale urbana perchè non consuma, non inquina, non ingombra, non fa rumore; bicicletta come strumento privilegiato per immergersi profondamente nel territorio per incontri ravvicinati – ma mai invadenti – con la natura, l’arte, la cultura. Concetti ora finalmente entrati nella testa della gente, ma allora si doveva lottare anche contro una visione pauperistica della bicicletta dominante dagli anni 50, sintetizzata nel film “Ladri di biciclette” dove essa era l’unico mezzo di trasporto che ci si poteva permettere e se te la rubavano finivi alla disperazione.

Nascono così i primi gruppi “cicloecologisti” che si danno i nomi più fantasiosi: un po’ epici come i “Ciclopici” di Milano, un po’ vernacolari come “Quji d’la bizicleta” di Cesena. A Trento si sceglie il più lineare Amici della Bicicletta che poi darà il nome alla Federazione Nazionale.

Negli anni 80 l’Associazione si occupa prevalentemente di mobilità urbana organizzando passeggiate in bicicletta in città, raccolte di firme e cartoline da spedire al Sindaco con richiesta di piste ciclabili, rastrelliere e biciclette da mettere a disposizione dei cittadini, convegni per presentare esperienze di ciclabilità in Olanda e Germania; nel 1986 tiene con il VKE uno stand alla Fiera del Tempo Libero a Bolzano sull’uso della bicicletta negli spostamenti urbani e nel turismo con la presentazione di un percorso ciclabile lungo l’Adige fra Trento e Bolzano, che nel 1991 diventa ufficialmente la tratta trentina del progetto FIAB “Ciclopista del Sole” dal Brennero alla Sicilia.

Ma eccoci alle due date cruciali di questo breve excursus:

nel 1988 in Provincia viene approvata la legge sui “Percorsi ciclabili e ciclopedonali di interesse provinciale” (su proposta presentata dall’assessore Walter Micheli ed elaborata da esponenti Amici della Bicicletta), la prima legge in Italia, che diventa lo strumento legislativo di supporto al lavoro del Servizio Ripristino e Valorizzazione Ambientale (ora Servizio per il Sostegno occupazionale e la valorizzazione ambientale, con relativo Ufficio Piste Ciclabili), grazie al quale il Trentino può vantare la più bella rete di piste ciclabili in Italia.

Nel 1990 in Comune (su impulso dei Verdi) vengono approvati i “Piani per la rete di piste ciclabili urbane” (25 km).

E’ il traguardo che tutti attendevamo, ma si sa che il controllo dal basso sull’applicazione delle leggi è fondamentale, quindi non molliamo: nel 1991 si ripete la tradizionale “Biciclettata di primavera” con slogan come “assessore strafficaci! – one more bike one less car”. Nel 1992 si organizza una singolare sfida nel traffico tra pedone, ciclista, auto e bus dove vince la bicicletta dell’attore Andrea Castelli e si tengono “flashmob” in via Belenzani e via Esterle con apposizione di una striscia gialla a simbolizzare una ciclabile per la circolazione delle biciclette in doppio senso. Bisognerà poi attendere più di dieci anni (via Belenzani 2004) per vedere realizzati questi semplici provvedimenti.

Purtroppo ai progetti delle piste in città non seguono le opere, mentre nel frattempo la realizzazione delle piste ciclabili provinciali procede speditamente, quindi ci dedichiamo a promuoverne la conoscenza: nel 1994 organizziamo il primo Cicloraduno Triveneto sulla “Ciclopista del Sole” fra Trento e Bolzano e nel 1995 il Cicloraduno Nazionale FIAB in cui per 4 giorni accompagniamo 250 cicloturisti da tutta Italia a visitare il Trentino in tutti i suoi aspetti paesaggistici – laghi, castelli, musei, cantine – con avventuroso carico di biciclette sulle ferrovie Trento-Malè e Valsugana.

Dal 1997 al 2006 siamo impegnati nella valorizzazione della Ciclopista del Brenta fra Trento e Bassano, per promuovere il progetto, e sostenerne la realizzazione, del nuovo tratto ciclabile Primolano-Forte Tombion, necessario per non dover più pedalare in superstrada per 3,5 km. La sua inaugurazione nel 2005 è seguita nel 2006 dall’apertura del nuovo Bicigrill di Tezze di Grigno, sorto proprio nel prato dove avevano luogo i nostri rendez-vous in bici da Trento e dal Veneto.

Contemporaneamente si porta avanti la battaglia per il “Servizio Treno+Bici, che era iniziata già negli anni 80 con gite domenicali fra Trento e Verona per dimostrare alle FS la necessità di far salire sul treno la bicicletta al seguito del viaggiatore. Si contesta l’introduzione sulla Valsugana (e sulla Trento Malè) del treno “Minuetto” (“Vivalto”) che prevede solo due (quattro) stalli per le bici, su linee che corrono parallele alla pista ciclabile. Si organizzano incontri con i sindaci di Pergine, Caldonazzo, Levico, Borgo e Grigno per chiedere l’appoggio delle comunità locali, che si dichiarano interessate allo sviluppo di un turismo dolce ed ecosostenibile.

Con la puntuale collaborazione del gruppo FIAB di Mestre – l’altro capolinea della Valsugana – viene raggiunto nel 2007 il traguardo della prima carrozza attrezzata porta-bici e del biglietto-bici a 1 Euro entro i confini provinciali (ora 2 Euro; a livello nazionale costa 3,5 Euro). Ad un altro importante risultato si arriva nel 2009 quando, sia sulla Valsugana che sulla Trento-Malè, per intervento della Provincia a seguito di numerose proteste per episodi di disservizio, nei mesi estivi viene agganciata a tutti, o quasi, i convogli una carrozza dedicata al trasporto di 32 e 40 biciclette.

Dal 1997 al 2010 coordiniamo la tappa a Trento del cicloviaggio “Monaco-Cesenatico di ADFC Baviera; nel 2002 la tappa viene strategicamente dirottata a Nomi per promuovere il primo Bicigrill d’Italia, lanciato e gestito da FIAB nei primi due anni.

Nel 2000 ha finalmente inizio la realizzazione delle piste ciclabili in città: via Alfieri, via Vannetti, via Brennero, Cavalcaferrovia, corso Alpini, Lung’Adige Montegrappa, via Verdi, via Esterle, via 24 Maggio, via Endrici, via Mattioli, via Veneto, via S. Pio X, via Degasperi, viale Verona, corso Tre Novembre, arcate Valsugana, via Piave (dati 2015: 31 km).

Ecco il momento tanto atteso! Il nostro lavoro si concentra allora sul riannodare il confronto con gli assessori comunali alla mobilità e all’ambiente per seguire gli stati di avanzamento della rete ciclabile urbana e segnalarne le carenze, per invitarli alle iniziative del mondo cicloambientalista (convegni tematici e viaggi di studio organizzati da FIAB per mostrare le strutture per la ciclabilità nei Paesi più avanzati, ma anche a Bolzano nel 2007), per informarli sulle novità tecnologiche pro-bike (nuovi modelli di rastrelliere, sistemi di targatura ecc.).

OrganizziamoBimbimbici– evento di punta della FIAB dedicato al diritto dei bambini a muoversi liberi e sicuri in bici nelle strade del proprio quartiere e nei percorsi casa-scuola – portando i piccoli pedalatori alla scoperta delle nuove piste in città, fino a percorrere nell’edizione 2012 un itinerario di 13 km da Trento nord a Trento sud interamente in ciclabile.

Altro evento nazionale è Giretto d’Italia, il campionato della ciclabilità urbana con check-point conta-ciclisti in città, in cui nel 2012 Trento si classifica prima, rubando il podio a Ferrara.

Nell’ambito della Settimana Europea della Mobilità rispolveriamo vecchie iniziative come “Accendi la tua bici per favor!” per sensibilizzare i ciclisti sul dovere di rendersi visibili oppure organizziamo biciclettate per segnalare l’urgenza di percorsi ciclabili, ad esempio per Campotrentino (a maggio 2016, con variazione di bilancio, è stato deciso il finanziamento della ciclopedonale di via Maccani fino a via Maestri del Lavoro).

Con TrentoInBici, gruppo di pressione nato nel 2006 e formato da ciclisti urbani, effettuiamo monitoraggi sullo stato della ciclabilità e proponiamo sondaggi sul finanziamento della mobilità ciclistica e sul percorso casa-lavoro in bici.

A questo punto – direte voi – ci sono tutte le piste provinciali e quasi tutte quelle urbane, cosa volere di più ?

In realtàil lavoro non è finito: c’è da completare la rete cittadina mettendo in connessione fra loro gli assi principali; dove non è possibile creare una ciclabile in sede propria introdurre elementi di “moderazione del traffico” (zone 30, strade residenziali, isole ambientali, attraversamenti con isoletta centrale ecc.) per scoraggiare la velocità delle auto ed aumentare la sicurezza di pedoni e ciclisti; liberalizzare il doppio senso ciclabile; promuovere l’uso della bicicletta convincendo i cittadini più pigri sui vantaggi del muoversi in bici (uno studio della UE del 1999 dice che il 30-50% dei nostri spostamenti in auto coprono tragitti inferiori a 3-5 km, proprio le distanze ideali da percorrere in bicicletta!).

Nel 2016 rinasce “TrentoInBicicome Gruppo di Lavoro guidato da un consigliere comunale e composto da associazioni e singoli cittadini che si occupano da anni di mobilità sostenibile e utilizzano quotidianamente la bici per gli spostamenti. Dopo alcuni mesi di lavoro – analisi del contesto, studio delle soluzioni, sopralluoghi nei vari quartieri della città e riunioni di approfondimento – il Gruppo elabora una proposta che diventa la base dellamozione “Trento città amica delle biciclette: misure per potenziare lo sviluppo della mobilità ciclistica negli spostamenti casa-scuola e casa-lavoro, per migliorare la qualità della vita dei cittadini e l’attrattività della città e per contribuire alla crescita dell’economia locale”.Come FIAB, insieme a Trentino Arcobaleno, abbiamo sviluppato la parte culturale del documento, per la promozione/incentivazione dell’uso della bicicletta, nella quale abbiamo elencato azioni/iniziative/campagne di comunicazione/informazione/marketing da implementare: istituire un Ufficio Biciclette (il primo a Ferrara nel 1996), una cabina di regia, una sorta di inter-assessorato che si pone come obiettivo una città a misura di bicicletta e a questo scopo coinvolge cittadini, associazioni, scuole in progetti di promozione della mobilità ciclistica, sviluppa eventi e campagne di sensibilizzazione, attività di marketing, monitoraggio degli spostamenti, informa sulle facilities pro-bike (noleggio, targatura, officina mobile, ciclostazioni, mappe, intermodalità, gadgets come ad es i dispositivi di illuminazione); formare la figura professionale del “Promotore della mobilità ciclistica”; attivare le campagne Bike to school–to work–to shopping; programmare un “Mese della bicicletta” con eventi come il Radtag (che si tiene a Bolzano, nel 2016 la 22° edizione), “Giretto d’Italia, “La grande sfida”; appoggiarsi alla rete di Cittadinanza attiva; proporre l’adozione di tratti di piste ciclabili; monitorare la rete ciclabile; installare totem/contatori; mappare i percorsi; sviluppare una segnaletica uniforme; adottare rastrelliere di qualità; pubblicizzare il servizio “Targa la bici”; valorizzare le “cargo-bike”; avviare una collaborazione con Trenitalia locale; applicare il “Protocollo Leed”. Nelle due sedute del Consiglio Comunale del 11 e 24 gennaio 2017 la mozione è stata approvata con voto unanime: 31 su 31, 0 contrari, 0 astenuti. Questo progetto diventerà quindi parte dell’azione politica ed amministrativa della Giunta comunale e potrà far fare alla mobilità ciclistica cittadina quel salto di qualità che Trento si aspetta e merita.

 
In Europa, in molte realtà si fanno da anni politiche per aumentare le quote di spostamento in bicicletta: al di là dei classici modelli Copenhagen, Groningen, Monaco, Zurigo, spicca l’esempio del Belgio dove, oltre al “ Code de la route” (Codice della Strada) valido sulle strade extraurbane, vige il Code de la rue (Codice della Via) nel quale sono prioritariamente considerate le funzioni che la strada riveste in ambito urbano: luogo dove si svolgono le interazioni di vicinato, dove va garantito l’accesso alle abitazioni ed ai servizi e va tutelato lo spostamento di veicoli molto diversi – per peso, dimensioni e velocità – dalle autovetture, come appunto le biciclette.
 
In Italia, invece, si arranca: dopo l’approvazione alla Camera, dal 2014 è bloccata in Senato la discussione sulla riscrittura integrale del Codice della Strada, che auspichiamo recepisca le indicazioni dell’ANCI (Associazione Comuni Italiani), che ha fatto proprie molte delle proposte che la FIAB sostiene da anni (riconoscimento dell’infortunio in itinere, limite dei 30 km/h in ambito urbano, doppio senso di circolazione per le bici ecc.).

Nel frattempo una di queste proposte – il riconoscimento dell’infortunio in itinere, una battaglia storica della FIAB, con campagne di raccolta firme, portata a Montecitorio nel 2007 – è diventata norma di legge: infatti la legge 221 del 28 dicembre 2015 (Collegato ambientale), tra le altre misure di green economy, riconosce dal 2 febbraio 2016 l’infortunio in itinere del ciclista che sceglie la bici per andare al lavoro. Non solo: la Cassazione, con sentenza pubblicata il 13 aprile, ha riconosciuto che la nuova normativa sull’infortunio in itinere ha efficacia retroattiva: “proprio perché costituisce espressione di istanze sociali largamente presenti da tempo nella comunità, essa non può non essere utilizzata dal giudice in chiave interpretativa al fine di chiarire anche il precetto elastico in vigore precedentemente”.

Insomma, sono stati trentacinque anni non pensiate solo di impegni e fatiche: ci siamo anche molto divertiti – e vogliamo continuare a farlo – con cicloescursioni, cicloweekend, cicloraduni, ciclovacanze in allegria e perfino alcuni capodanni in bicicletta: “Bicincin!”

Manuela Demattè

past president FIAB-Amici della Bicicletta Trento